
Descrivere il perché di una scelta non è sempre facile,la passione , il lavoro,l’amore per una razza
vengono dopo una frequentazione. Ma la scelta rimane un mistero sospeso fra caso e scienza.
Il caso è un fattore ancestrale poco pertinente al raziocinio,ma quel poco di scientifico che può
esserci nello scegliere una razza da ferma anziché un’altra spesso è frutto di confronto fra tutte le razze ,le loro attitudini e le cacce e i terreni che si vorranno frequentare.
Quando mi avvicinai alla beccaccia oltre al trillo dei campani i boschi delle mie parti erano disturbati dagli improperi dei cacciatori alla vana ricerca di collaborazione dei propri ausiliari.
I carnieri magri erano l’esatta misura di questa dicotomia fra cani che tentavano di andare in stile di razza e un paesaggio poco adatto al loro stile stesso.
Ecco che nei miei inverni venatori irrompe LO SPINONE.
Ferma solida,cerca razionale in rapporto al territorio battuto,naso attento,riporto e recupero spontanei naturali,complicità assoluta con il cacciatore,italiano.
I miei carnieri presero un ‘altro verso,ma soprattutto mi sentii …..a casa.
Da questa avventura iniziata ormai venti anni fa è nato il mio percorso di allevatore-conduttore
di Spinoni.
L’ispirazione è stata e rimane senza dubbio la caccia. La beccaccia ,la quaglia e il beccaccino
sono i miei punti di riferimento per la ricerca del mio spinone ideale.
Il confronto con le altre razze a fagiani nelle riserve la conferma di una scelta.
Per non parlare della naturale attrazione verso la lepre.
Provare a forgiare ancora spinoni che fanno del coraggio e della dedizione alla caccia il loro modo naturale di essere è ancora il mio input di allevamento.
Negli ultimi anni alla caccia si è aggiunto un nuovo modo di vivere lo spinone ,le prove di lavoro.
È una realtà del tutto parallela alla caccia ,e qui vorrei sfatare un falso mito,non è assolutamente vero che esistono cani da caccia e da prove ,io frequento l’una e l’altra cosa con i medesimi soggetti. Le prove di lavoro sono uno strumento essenziale al mantenimento nonché al miglioramento di tutte le razze .Confrontarsi davanti ad un giudice non una mattina ma per una carriera è quello che un buon razzatore dovrebbe fare : sfidare i pari razza per garantire ai propri geni di prevalere in quantità e qualità.
Gli elementi più distintivi dello spinone sono la divergenza delle linee del cranio e del muso il pelo
duro e non setoloso e la caratteristica andatura : il trotto.
Il trotto è sempre stato per chi si avvicina alla nostra razza prima uno scoglio poi un vanto.
Mi spiego. Chi non conosce lo spinone ,parlando di trotto può limitarsi a paragonarlo al galoppo
quindi evincere frettolosamente: galoppo =velocità, trotto=meno velocità.
Il trotto è un andatura redditizia perché riesce a spalmare le prestazioni del cane in un lasso di tempo più lungo. Pensare che Ribot (galoppatore)sia meglio di Varenne(trottatore) è volersi negare
uno spettacolo a prescindere, assistere alle prestazioni di uno spinone bene allenato
e lanciato al trotto spedito è un ‘ emozione che un cacciatore non dovrebbe negarsi.
Un altro elemento fortemente insito nella razza sia come pregio ma che a volte diventa un limite
è che il nostro spinone è un ragionatore. Ecco un altro elemento di differenza con gli inglesi,istintività e ragionamento.
Credo che in questi pochi cenni ci si possono riconoscere i perché di una scelta.

